La congiuntura economica a livello mondiale, non risparmia neppure i ristoranti più esclusivi. Ad esempio quelli francesi, insigniti dalle 3 stelle Michelin, hanno fatto registrare un notevole calo. Conti alla mano, i ricavi dei ristoranti d’Oltralpe, sono in discesa libera del 20-25%, rispetto alla fine del 2008. Ovviamente l’occhio del cliente non deve percepire assolutamente questa “lieve defaillance”. Per questo, alcuni noti ristoranti parigini ma anche quelli di altre città della nazione, hanno adottato una vera e propria strategia, che consiste nel disporre i tavoli delle proprie sale, più distanti fra di loro, in modo tale da far sembrare, almeno visivamente, i locali meno vuoti. Sembrerebbero quindi finiti, almeno per il momento, i tempi in cui per poter gustare le specialità di uno chef stellato Michelin, bisognava attendere ore e prenotare con largo anticipo. Purtroppo, quella attuale, non appare neanche come una crisi passeggera, quanto piuttosto “il fallimento di un modello di ristorazione di lusso costruito – scrive Les Echos, il più prestigioso quotidiano economico francese – sopra un’economia di sabbia”.
Insomma bisogna capire che, a fronte di uno sporadico cliente che paga 7.000 euro per una bottiglia di Romanée-conti, ce ne saranno migliaia che non sono più disposti a spendere 400 euro per un pasto.
26
mar

I commenti sono chiusi